L'Anticristo e gli anticristi

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falsitQuesto pomeriggio condivido con voi una piccola ma interessante parte del mio libro - I grandi misteri irrisolti della Chiesa (pp. 179-183) - dove parlo dei sinistri collaboratori del male e di come essi, subdolamente, si infiltrano anche nella Chiesa, perfino giungendo al suo cuore.

L’Anticristo condivide pienamente la natura pluriforme del mondo del male. Infatti, se esistono degli anticristi significa che si tratta di una realtà che può assumere diversi volti. La loro comparsa è legata a fasi storiche chiamate ore fatali, ossia momenti particolarmente gravi in cui tale mistero può manifestarsi in un Anticristo concreto e tangibile, in un personaggio storico che viene detto anche falso profeta:

Ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. (1 Giovanni 4,3-5)

Sono chiamati falsi profeti perché cercano di relativizzare la figura di Gesù Cristo negando la sua divinità, ma soprattutto cercando di ingannare l’umanità proponendo una forma più alta e più pura di religiosità, che però è riflesso ed esaltazione del proprio narcisismo. Una religiosità che non ha più nulla a che fare con Dio, ma che è al servizio di grandi e occulti poteri detentori, in un particolare momento storico, del monopolio culturale e politico e per i quali ogni tradizione religiosa, soprattutto il cattolicesimo, è considerata avversario da distruggere. Paolo di Tarso, parlando dell’ultima e definitiva manifestazione dell’Anticristo (cfr. 2 Tessalonicesi, 2,1-12), ci fornisce ulteriori e interessanti informazioni. I falsi profeti non sono portavoce di Dio, ma del mistero dell’iniquità. In quanto tali, sono loro stessi «trasgressori, senza legge» (in greco ànomos, che viene di solito tradotto con “empio”, cfr. 2 Tessalonicesi 2,8) e perciò fautori di un mondo totalmente ripiegato su se stesso, al centro del quale c’è l’Io e non Dio.

Paolo, inoltre, dice che c’è «qualcuno che trattiene ed ostacola» le continue manifestazioni dell’Anticristo e che bisogna togliere di mezzo perché l’Anticristo possa manifestarsi in tutta la sua potenza: «Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene» (2 Tessalonicesi, 2,7). Numerose nei secoli sono state le interpretazioni di questo enigmatico brano. Di chi si tratta? La risposta, a mio avviso, potrebbe trovarsi nelle parole che Gesù rivolge a Pietro:

Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Matteo 16,15-18).

Pietro e la Chiesa. Ossia colui che crede e dichiara al mondo che Gesù è Cristo e Dio, insieme a coloro che condividono questa fede e che quindi rappresentano il cosmo, contro il quale le forze del male sarebbero impotenti. Ecco perché secondo me il terzo segreto di Fatima non si è ancora totalmente realizzato: esso descriverebbe il tempo della fine che dovrebbe culminare col suo ultimo e drammatico atto, quando verrebbe tolto di mezzo colui che trattiene la piena manifestazione del male. Solo allora verrà la più aspra e subdola persecuzione contro i veri seguaci di Dio e del Cristo. Forse è questo il tenebroso e più profondo motivo per cui prima Giovanni Paolo II e ora l’attuale pontefice sono oggetto di un misterioso attacco, che trova anche all’interno della Chiesa stessa nascosti e subdoli collaboratori.

Non ci si lasci ingannare, però, perché il terreno della progressiva manifestazione del mistero dell’iniquità non è da identificare, a mio avviso, principalmente nel campo del Vaticano, ma nella cultura che sta alla base e che sta permeando di sé l’intera società europea. A tal riguardo, il 28 giugno 2003 Giovanni Paolo ii osò dire che nella cultura europea è in atto un’apostasia silenziosa, ossia una lenta e progressiva sostituzione di Dio e del suo mondo con quello dell’uomo:

Alla radice dello smarrimento della speranza sta il tentativo di far prevalere un’antropologia senza Dio e senza Cristo. Questo tipo di pensiero ha portato a considerare l’uomo come «il centro assoluto della realtà, facendogli così artificiosamente occupare il posto di Dio e dimenticando che non è l’uomo che fa Dio ma Dio che fa l’uomo. L'aver dimenticato Dio ha portato ad abbandonare l’uomo», per cui «non c’è da stupirsi se in questo contesto si è aperto un vastissimo spazio per il libero sviluppo del nichilismo in campo filosofico, del relativismo in campo gnoseologico e morale, del pragmatismo e finanche dell'edonismo cinico nella configurazione della vita quotidiana». La cultura europea dà l’impressione di un’«apostasia silenziosa» da parte dell’uomo sazio che vive come se Dio non esistesse. Questo modo di pensare e di vivere si starebbe diffondendo ovunque, soprattutto nei Paesi occidentali e perciò anche nella Chiesa, che è anche una realtà antropologica e quindi sociale.

È ovviamente fantascienza pensare a un papa che non professi l’autentica fede in Gesù Cristo. Tuttavia è anche vero che la perfetta ortodossia dottrinale di molti cattolici funge spesso da copertura all’apostasia silenziosa, che proseguirebbe invece indisturbata, influenzando teologi, biblisti e anche chi in un modo o in un altro riveste qualche ruolo all’interno della Chiesa.

Commenti   

0 #5 MAGO PROF. SILVA 2014-07-27 16:01
Le persone che ragionano, sanno benissimo
che la chiesa e' sempre stato un rifugio per omosessuali, per protezione, per comprensione,pe r solidarieta' per opportunita' allo stupro dei minori, per convenienza economica e cosi via. Negli ultimi tempi Grazie ai mezzi d'informazione e alla caduta di tanti tabu', il marciume specialmente la pedofilia dei professionisti religiosi sta venendo a galla , siamo solo all'inizio. La religione non e' mai stata una cosa seria, la favola di CRISTO E' ASSURDA RIDICOLA INFANTILE STUPIDA, BASTI PENSARE CHE I DISCEPOLI TESTIMONI DEL VANGELO ERANO PRIMITIVI, IGNORANTI PIENI DI PIDOCCHI DI ROGNA DI VERMI CON UNA IGIENE ANIMALESCA E CON ODORI NAUSEABONDI DOVUTI ALLA VITA DI CAVERNE DI QUEI TEMPI . PURTROPPO IL MIO DETTO E' SEMPRE VALIDO: DOVE LA FEDE SI POSA ANCHE LA MERDA DIVENTA ROSA"





liesse di mezzo da solo, consapevole che i tempi sono maturi per l'Anticristo e poi la venuta di Cristo?
Il suo togliersi di mezzo potrebbe essere stato forzato con la violenza, ma l'atto di BXVI e i comportamenti di Francesco fanno pensare ad un farsi da parte voluto, pur coscienti delle temporanee gravi conseguenze.
Gli appartamenti papali sono vuoti. Ricordiamocelo. L'atto di vivere a Santa Marta e non farsi chiamare papa potrebbe avere un significato sotto questa mia personale teoria.
Citazione
0 #4 Domenico 2014-02-18 11:04
Satan(colui che divide/si mette di traverso)

..l'avversario non è un caprone con le corna, ma sta invece ben mascherato sotto ciò che è apparentemente bello e innocente.
Si può ingannare l'uomo solo se non usa l'intelletto di cui Dio ci ha dotati per calcolare il numero della Bestia, come Simone ci ha ben evidenziasto durante il IV meeteing della Pietra bianca. Ma di sicuro non si inganna Dio!!!
E chi manca di Carità, seppur meticolosamente ligio alle leggi, non può ingannare Dio che ci conosce nell'intimo.
Anticristo perciò è sempre e comunque ogni persona, gruppo, nazione o finanche la società odierna quando va contro il Progetto di Dio.

Pax et Bonum
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+1 #3 Nicola 2014-02-17 18:08
E se il Papa si togliesse di mezzo da solo, consapevole che i tempi sono maturi per l'Anticristo e poi la venuta di Cristo?
Il suo togliersi di mezzo potrebbe essere stato forzato con la violenza, ma l'atto di BXVI e i comportamenti di Francesco fanno pensare ad un farsi da parte voluto, pur coscienti delle temporanee gravi conseguenze.
Gli appartamenti papali sono vuoti. Ricordiamocelo. L'atto di vivere a Santa Marta e non farsi chiamare papa potrebbe avere un significato sotto questa mia personale teoria.
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+1 #2 Crescenzo Fabrizio 2013-08-12 18:18
Integro il commento recedente che per un mio errore non riporta il nome dell'autore.

Nel secondo romanzo (Fatima, Medjugorje: il Conclave, 2013) prendo in prestito le parole di Benedetto XVI per accostare i falsi profeti ai cattivi maestri che ancora oggi provano a imporre la logica della contrapposizion e tra religioni e dell’intolleran za verso lo straniero. Il primo passaggio è relativo alla citazione di Papa Ratzinger, il secondo prefigura l’impostazione del pontificato del suo successore:
1. Sono venuti tanti falsi profeti, ideologi, dittatori dicendo siamo noi che abbiamo cambiato il mondo; ma dalle loro dittature, da queste promesse, è venuto solo un grande vuoto e distruzione.
2. Cattivo maestro è chi fa leva sulla debolezza di uomini e donne che vivono con angoscia i tempi presenti per trarre vantaggio, politico o sociale, dalle opposte diffidenze alimentando discordie e incomprensioni al fine di imporre una dittatura subdola che può portare alla distruzione del mondo: la dittatura dell’egoismo e dell’intolleran za
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+1 #1 Guest 2013-08-12 18:15
C’è davvero un filo rosso che unisce questo passaggio del libro di Simone alla visione ispiratrice dei miei due romanzi.
Nel primo (Ombre, penombre e luci nascoste, 2010), mettevo in relazione la figura del teologo Romano Guardini all'opera devastatrice dell’Anticristo Hitler, ma anche e soprattutto con l’Anticristo strisciante della società contemporanea occidentale, il consumismo. Esemplifico con tre passaggi del romanzo:

1. Romano Guardini era un teologo, docente di “Katolische Weltanschaaung” presso l’Università di Berlino, o almeno lo fu fino al 1939, cioè fino a quando fu costretto a lasciare l’insegnamento.
2. Hitler non poteva certo simpatizzare per una visione del mondo cattolica, e quindi diversa, se non opposta, a quella nazista. Lei crede, dottor Brancato, che una simile impostazione potesse far presagire, per i cattolici, una soluzione diversa da quella praticata per gli ebrei?».
3. «Nel momento della perversione finale e della massima impostura dell’Anticristo non saremo soli, con le nostre deboli e inutili forze, ma avremo Cristo accanto a noi, che verrà nella Luce e nella gloria, per scacciare Satana nelle tenebre della menzogna e della violenza, al riparo delle quali agisce. Non prevarranno i falsi profeti che predicano e promettono il piacere, istigano al consumismo e alla perversione, alla violenza, alla prevaricazione del potere».
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