Esiste l'amore vero? (Prima parte)

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imageEIRÈNE UMÌN (PACE A VOI – IN GRECO ) … sono frà Giuseppe, dei Piccoli Frati e Suore di Gesù e Maria e Licenziante al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Dopo gli articoli sulla FEDE (in greco: pìstis) e sulla SPERANZA (in greco: elpìs), Simone Venturini questa volta mi ha invitato a redigere un articolo sul termine greco Biblico AGÀPE, che in italiano si traduce con AMORE, CARITÀ e che (come già detto) - insieme alla FEDE e alla SPERANZA - costituisce una delle tre Virtù Teologali (cfr 1 Cor 13,13).

Dunque tre sono le parole greche attinenti all’amore: EROS (amore tra un uomo ed una donna), PHILÌA (amore di amicizia) e AGÀPE (che adesso approfondiremo nel suo profondo significato Biblico). Riguardo al trattamento dei tre suddetti termini greci rimando alla bellissima Enciclica di Papa Benedetto XVI Deus Caritas est, dove il Santo Padre identifica l’ agàpe : “ … come espressione per l'amore fondato sulla fede e da essa plasmato ” (Lettera Enciclica Deus Caritas est, n.7).  Perciò come già detto, il termine greco AGÀPE significa AMORE. Ma ora la domanda è: quale può essere il significato Biblico della parola AGÀPE (AMORE)?

Come intenderla alla luce della Sacra Scrittura e della nostra Fede? E’ molto interessante notare che nel Testo Greco dell’Antico Testamento (ossia nella cosiddetta Settanta) la parola AGÀPE (AMORE) è utilizzata nella sua forma verbale AGAPÀO (che significa: Io amo) in due importanti codici, il CODICE DEUTERONOMICO (libro del Deuteronomio) e il CODICE DI SANTITÀ (libro del Levitico) ma con due sfumature particolari: NEL CODICE DEUTERONOMICO (Deuteronomio 6,5; 11,1) l’oggetto dell’AGÀPE (dell’AMORE) è “DIO”: Il testo di Deuteronomio 6,5 così difatti dice: “AMERAI (in greco: AGAPÈSEIS) il Signore, il Dio tuo, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua potenza”.

Nel codice Deuteronomico l’ AGÀPE (l’AMORE), dunque, è diretto TOTALMENTE VERSO DIO, assumendo un “valore” Teologico-Verticale, in quanto l’oggetto diretto dell’ AGÀPE è il SIGNORE DIO. NEL CODICE DI SANTITÀ (Levitico 19,18.34) l’oggetto dell’AGÀPE (dell’AMORE) è anche l’ uomo, il “PROSSIMO”. Il testo di Levitico 19,18 così infatti dice: “AMERAI (in greco: AGAPÈSEIS) il prossimo tuo come te stesso”. Nel codice di Santità, pertanto, l’ AGÀPE (l’AMORE) è diretto anche verso l’ uomo, il “PROSSIMO” e assume un “valore” antropologico-orizzontale, in quanto l’oggetto diretto dell’ AGÀPE è l’uomo, ed esattamente il proprio “PROSSIMO” (in greco: PLESÌON)”. Riassumendo, dunque, nell’ Antico Testamento l’ AGÀPE (l’AMORE) ha due direzioni: verso DIO e verso l’UOMO!

E queste due direzioni - verso DIO e verso l’UOMO - verso cui incanalare la nostra AGÀPE (ossia il nostro AMORE), nel Nuovo Testamento convergono verso un'unica direzione, ossia verso un’ unica persona, e cioè Gesù Cristo, “Vero Dio e vero uomo” come ci dice il Concilio di Calcedonia (CONCILIO DI CALCEDONIA, Definizione della Fede, anno 451). Infatti, Gesù applica spesso il verbo AGAPÀO (che significa: Io amo) alla sua stessa persona (cfr Gv 14, 15.21.23 ..). Gesù pertanto è l’oggetto Teologico ed insieme antropologico dell’ AGÀPE: in Lui può essere indirizzato tutto l’amore verso Dio e tutto l’Amore verso l’uomo, una sintesi perfetta, possiamo dire, dove incanalare l’ AGÀPE (l’AMORE).

Commenti   

0 #2 Suor Cometa 2014-02-20 14:43
Complimenti per la sintesi chiara e diretta! grazie fra Giuseppe :lol:
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+3 #1 fra Volantino Verde 2014-02-12 20:06
E bravo carissimo fra Giuseppe, per la magnifica e sintetica esposizione dell'articolo, semplice, e soprattutto ricapitolato bene in Cristo, dove possiamo volgere tutto il nostro amore in modo ascendente verso Dio, attraverso l'uomo. Grazie anche al carissimo Simone Venturini, per la provocazione di questo articolo molto illuminante.
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