Un mistero ancora insoluto: la manna

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image36«Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno … al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore vostro Dio. Ora alla sera le quaglie salirono e coprirono l’accampamento; al mattino vi era uno strato di rugiada intorno all’accampamento. Poi lo strato di rugiada svanì ed ecco sulla superficie del deserto vi era una cosa minuta e granulosa, minuta come la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l’un l’altro: Man hu? Perché non sapevano che cosa fosse» (Esodo cap. 16, vers. 4.12). Cosa piovve dal cielo? Una domanda a cui la Bibbia risponde con un’altra domanda: man-hu, ossia “che cos’è”?

Un interrogativo che non riguarda certamente le quaglie, ma quella cosa che somigliava alla brina … e che altrove è misteriosamente chiamata pane dal cielo (cfr. Neemia cap. 9, vers. 15; Salmo 77, vers. 24; 104, vers. 40). La Bibbia ne dà una descrizione assai dettagliata, quasi da manuale di botanica: «Era simile al seme del coriandolo e bianca; aveva il sapore di una focaccia con miele» (Esodo cap. 16, vers. 31). Una descrizione così ricca di particolari che in molti – giustamente – si sono cimentati a cercarne il corrispondente in natura.

Potrebbe trattarsi di una resina gommosa prodotta da qualche varietà di alberi da fiore, come il tamarisco od ancora potrebbe essere la secrezione di particolari insetti. Il problema di queste ed altre spiegazioni naturalistiche è che esse tengono conto solo di un solo elemento del fenomeno, in questo caso dell’aspetto, escludendone però gli altri che sono ugualmente importanti perché rappresentano la comprensione di chi ha vissuto l’evento o gli è stato narrato.

La Bibbia dice che Dio fece piovere dal cielo un pane … che quando toccava la terra diventava prima come la rugiada e poi si trasformava in uno strato assai simile alla brina. Non per niente gli ebrei esclamarono: Man-hu! Una espressione che può essere tradotta anche come “questo è un dono” … ossia qualcosa di veramente particolare che non poteva non provenire da Dio. Sulla base della descrizione che ne fa la Bibbia, la manna aveva il colore dello bdellio (Numeri cap. 11, vers. 7) una resina gommosa rossastra ed il sapore di una “wafer al miele” (Esodo cap. 16, vers. 31). Inoltre si depositava sulla terra come dei veri e propri minuscoli fiocchetti di neve che – sovrapponendosi l’uno all’altro – ricoprivano il suolo di un piccolo strato.

L’espressione pane dal cielo indicherebbe perciò un cibo – in ebraico lechem significa infatti anche “cibo” – di natura completamente diversa da qualsiasi altro alimento terrestre (cfr. Deuteronomio cap. 8, vers. 3). In realtà, nel libro della Genesi e nell’Esodo, lo bdellio insieme alla colonna di fuoco e alla presenza così tangibile di Dio, sono elementi misteriosamente legati alla descrizione del paradiso terrestre. La Bibbia dice che dal paradiso terrestre partiva un fiume che si divideva in quattro bracci. Il primo – chiamato Pison – irrigava la mitica terra di Avila dove si trova, oltre all’oro anche il bdellio (Genesi cap. 2, vers. 12); non dimentichiamo poi la fiamma della spada fiammeggiante e roteante che custodiva l’ingresso del paradiso terrestre dopo la cacciata di Adamo ed Eva (Genesi cap. 3, vers. 24).

Forse, quel mondo paradisiaco perduto da Adamo ed Eva, continuava ad essere presente – in qualche modo – anche tra gli Israeliti che attraversavano il deserto. Infatti, la spada fiammeggiante e roteante potrebbe rappresentare la stessa realtà rappresentata dalla colonna di nuvole e di fuoco nel deserto: Dio che protegge Israele mentre attraversava il deserto. Insomma, Israele camminava in una sorta di “no-fly-zone” mobile garantita dal Dio. Il misterioso “dono” della manna, aldilà delle diverse spiegazioni naturalistiche, è un elemento che apparterrebbe proprio a quel mondo. Non a caso, perciò, Gesù di Nazareth paragonerà se stesso a questo misterioso cibo (Giovanni cap. 6, vers. 51) che, una volta mangiato, permette di entrare in un mondo nuovo ed eterno: “il Regno dei cieli”.

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