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Nomadelfia: vivere senza mammona
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- Creato Martedì, 08 Gennaio 2013 08:57
- Ultima modifica il Martedì, 08 Gennaio 2013 09:02
- Scritto da Simone Venturini
- Visite: 1907
Don Zeno. Molti di voi hanno sicuramente sentito parlare di quest'uomo e della comunità da lui fondata. Una "vera comunità cristiana", come ebbe a dire lo stesso Giovanni Paolo II, in un elogio pubblico di questo straordinario uomo e sacerdote. Proprio ieri, ho scritto un articolo sulla scelta che ogni cristiano e' chiamato a fare; parlavo di quella radicale, senza la quale ogni tipo di religiosità e' esercizio vano. Nel vangelo Gesù non contrappone nulla a se stesso, se non "mammona", ossia tutto ciò che per sua natura impedisce all'uomo di confidare in Dio. Nomadelfia e' un insieme di famiglie dove non esistono proprietà private, ma tutto e' messo in comune e distribuito secondo le esigenze di ciascuno. Una comunità dove la giustizia si fonde con l'amore e l'attenzione ai più bisognosi. Non era forse questa la caratteristica di fondo delle prime comunità cristiane? (cfr. Atti degli Apostoli 4) Non sono forse le famiglie di Nomadelfia delle persone che vivono una vita felice e serena, pur senza beneficiare di tutte quelle garanzie sulla vita senza le quali non riusciamo neppure a pensare una vita su questa terra? Don Zeno, diciamolo, era un prete vero.
Uno di quelli che pensava al Vangelo non come un libro da leggere in Chiesa, ma da vivere fino in fondo, comprese quelle scelte che per noi oggi sembrano impossibili da fare. Non dico, ovviamente, che dovremmo progettare di cambiare radicalmente l'assetto delle nostre famiglie ed ancor meno di abbandonare il lavoro che permette di sostentarle. Ponendo pero' a se stesso come unico contraltare "mammona", Gesù vuole che nulla - neppure il lavoro - sia anteposto a Dio, che dev'essere l'unico Signore della nostra vita, così come tra l'altro recita il primo comandamento (Esodo 20,2-6). Ciò concretamente significherebbe saper rinunciare anche al lavoro, se viene illecitamente promesso dietro prestazioni o ricatti sotterranei fatti dal potente di turno! Oggi, purtroppo, vi e' chi pur di lavorare e' disposto anche a scendere a compromessi inaccettabili, consegnando incautamente la propria vita non nelle mani di Dio, ma in quelle sporche di chi ha potere. Occorre denunciare con chiarezza chi promette lavoro - spesso neppure mantenendo tale promessa - in cambio, per esempio, di prestazioni sessuali o del versamento di ingenti somme di denaro. Questo vuol dire concretamente mettere i soldi prima di Dio. L'essere creati ad immagine e somiglianza di Dio (cfr. Genesi 1), conferisce agli uomini ma dignità che nessuno può osare di calpestare. Chi si sottomette a questo ricatto rinuncia alla propria libertà, una volta per tutte. E' ben consapevole che il protagonista della propria vita che perciò e' retta e sorvegliata da un altro ed abbietto essere umano. Come potrà mai questa persona avere un rapporto autentico con Dio, la cui base e' proprio l'affidamento nelle sue mani? Nomadelfia e' una vera e propria "profezia" del nostro tempo. Indica uno stile di via possibile, per chi vuole. Per tutti, e' un richiamo alle scelte di fondo del cristianesimo, la prima delle quali e' non anteporre nulla a Dio. Per farlo occorre modificare posizioni esistenziali consolidate, per pensare a percorsi e progetti nuovi che conferiscano alla realtà mondane il loro giusto significato. Altrimenti, dobbiamo essere onesti con noi stessi e dire che non solo non siamo veri cristiani, ma neppure persone religiose in generale. Lo so, questo ragionamento da fastidio ed irrita pure, tuttavia e' quanto mai necessario farlo, soprattutto in questo periodonti crisi. Don Zeno e' pero' anche un forte richiamo ai sacerdoti e ai vescovi, perché sappiano annunciare coraggiosamente che esiste un'alternativa rispetto a quella dell'affidarsi unicamente ai nostri punti di vista e al conto in banca! Io e mia moglie abbiamo pianto al termine del film, perché piace vedere che l'impero dei soldi e di "mammona" può essere concretamente sopraffatto; magari senza cambiare lavoro, ma solo subordinando tutto, ma proprio tutto a Dio, autore e sorgente di vita!






Commenti
..prendo spunto dai vostri commenti, in particolare dalla frase sotto scritta dal Sig. Tino:
Citazione:Da Cattolici a Ghandi diremmo semplicemente che ha dimenticato figure come San Francesco di Assisi ed una sua contemporanea, Madre Teresa di Calcutta (tanto per citarne alcuni). Quindi, proprio alla profonda domanda della Carissima Maria possiamo rispondere che Nomadelfia non è una "anomalia" nel mare magnum dominato da Mammona, ma uno dei modi in cui oggi si realizza maggiormente lo Spirito Cristiano. Sulla stessa linea ci sono Comunità sorte in America a seguito delle apparizioni di Medjugorje. In maniera minore, un accenno di comunità cristiana sullo stile delle prime, la si può ritrovare nei gruppi Neocatecumenali (ma è proprio un accenno e ci vorrebbe più coraggio da parte di tutti). Il problema, come sottolinea anche Crescen zo, è che dobbiamo coraggiosamente dare compimento alla nostra scelta di sequela di Cristo. In realtà è il senso di "religiosità" che è sbagliato come viene percepito oggi .. sembra appannaggio dei soli Chierici. E questo è un errore "mortale" che già il Concilio Vaticano II ha corretto..
Simone giustamente ci da un input. Penso che questo possa essere anche una soluzione alla odierna crisi del capitalismo sfrenato.
Grazie per l'attenzione
Mi piace però sottolineare una frase che è stata usata da lei, professore: "INDICA UNO STILE DI VITA POSSIBILE, PER CHI VUOLE". Ecco, se mai ho avuto una perplessità rispetto a Nomadelfia. è stato proprio quel suo essere così perfetta da sembrare irripetibile, una bolla spazio-temporal e che non si può esportare al di fuori. Invece no, e grazie per averlo detto: è uno stile di vita, e come tale ci riguarda tutti!
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