Tempo umano e tempo di Dio

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agendaQuesta mattina un nuovo amico inizia la sua preziosa collaborazione al nostro blog. Continua a sorprendermi la profondità delle vostre riflessioni, degne di uno spazio sempre maggiore. Ed è proprio quello che voglio dare a tutti voi nel mio blog. Un blog, ripeto, dove gli ipocriti non avranno mai posto, un posto dove chi scrive lo fa dal cuore e a partire dalla proprio esperienza interiore. Bravo Cristian!

Come non detto! Nel momento stesso in cui ho pensato: “adesso scrivo”, ho trovato subito ostacoli. Stanchezza fisica, mal di testa oppure il solito, ma “apparente”, tarlo del nostro tempo: il Tempo appunto! Oh, meglio: è il pensiero che il tempo sia poco a far sì che esso sia “sempre” davvero poco. Quando si ha mezzora magari si pensa: “Ma che comincio a fare, ho solo mezzora!” Ed ecco che pensandolo è già passata la mezzora. NO! Cominciare è la parola chiave! E quella mezzora ci sembrerà un tempo enorme. Vanno di moda le agende. Usate per “sfruttare il tempo” fino all’osso.

Ma quasi sempre con un fine lavorativo: per il fare, invece che per l’essere. Compriamo invece un’agenda e inseriamoci solo gli impegni che ci permettono di evolvere la nostra anima. Ossia le piccole “mezzore” del tempo libero. Per l’essere CON Gesù: “Dio Salva”. Disse Giovanni Paolo II: “In Gesù Verbo incarnato, il tempo diventa una dimensione di Dio, che in sé stesso è eterno”. Capite? Dio è talmente misericordioso che si è calato nel tempo per esserci “al fianco” anche nella materialità. Sembrerebbe assurdo eppure è successo.

“Al tempo del re Erode” nacque chi è al di là del tempo e che quindi è il solo che ci può salvare: l’Emanuele: Dio con noi!” Lui è con noi: ieri, oggi e domani, sempre! Da quel giorno in cui Gesù nacque nella mangiatoia il tempo è diventato un Tempo con la “T” maiuscola: orientati in un futuro eterno, anche mezzora deve essere considerata “sacra” per il nostro cuore. Sentire un afflato di gratitudine verso il Creatore… Ieri, ad esempio, mentre andavo al lavoro ero triste pensando al poco tempo che rimane dopo il lavoro, passa, e di nuovo si deve tornare al lavoro: sembra di essere sempre impegnati per altri; ma poi mi sovvenne immediato un pensiero: “ma a lavorare posso pregare, nessuno può impedirmelo”.

E una grande gioia mi è scesa nel cuore… Capite la Grazia che ci è data nella, e con la Preghiera? Noi possiamo parlare con Dio mentre lavoriamo: Dio si è calato nel nostro tempo: lavora con noi. Ovvio che se si compie un lavoro difficile come conti economici bisogna stare attenti a non sbagliarli per la preghiera… Però vi saranno comunque delle pause o dei momenti un cui un “Padre Nostro” ci può scappare: mentre stiamo attendendo che chi abbiamo chiamato al telefono risponda, durante la pausa… La Preghiera è gratuita.

I Magi chiedono: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. Prendiamoci anche solo mezzora per “Adorare” Nostro Signore Gesù: mettere il dito indice davanti alla bocca come a dire “fare silenzio”, ascoltare il Re della nostra Anima, ecco che cosa vuol dire adorare: saper attendere che il Signore ci parli, leggere le Sacre Scritture, attendere anche pochi minuti al giorno: in Silenzio pregare. E il tempo non ci sembrerà mai più così poco, così nemico.

Commenti   

 
+3 #5 Domenico 2013-01-15 12:59
Chiedo scusa per il mio commento incompleto sotto, manca tutta una riga che vi inserisco ora..

Citazione:
Amore fraterno e fiducia anche verso gli sconosciuti che ti dicono: sono un fedele in Cristo, parliamo? - cristian 2013-01-14 23:21
La stessa attenzione che ci richiama Mario nella sua citazione del passo Evangelico..
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+5 #4 Mario 2013-01-15 11:44
"Marta, perchè ti affanni?"
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+4 #3 Antonio Sechi 2013-01-15 10:27
Penso che l'articolo di Cristian non può non essere condiviso da chi comincia a prendere consapevolezza della realtà, del Regno di Dio già presente in mezzo a noi. I ritmi alienanti della nostra vita, che ci vengono imposti dalla società, sono scanditi dal tempo che non ci appartiene, perchè l'uomo è stato creato per l'eternità e non per una dimensione effimera, di cui il tempo ne rappresenta il caposaldo. Ed è bello, come Cristian afferma, riuscire a non farsi schiacciare dal tempo, ma cercare di gestirlo a nostro vantaggio e trovare spazio, nel corso delle nostre giornate, per fare entrare l’Eterno nel tempo, con la preghiera e qualche sana riflessione. E’ vero, nessuno può impedirci di rivolgerci al nostro Signore.
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+4 #2 AnnaMaria Campobasso 2013-01-15 09:45
Come non essere d'accordo con Cristian, con quello che dice in questo articolo così vivo? E' vero, possiamo essere schiacciati dal tempo, sentirlo incombente e nemico, divoratore spietato della nostra vita; oppure "luogo" per esistere, crescere, "luogo" di opportunità ed incontri. E possiamo scoprire un tempo tutto nostro, nel quale l'intimità con Dio, non soltanto non è scalfita ma, anzi, vi regna sovrana. Un'intimità che dà senso, prospettiva a quel tempo quotidiano, dei traffici, della fatica che, se preghiamo, è sempre benedetta!
Buona giornta di cuore agli amici del blog
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+5 #1 Domenico 2013-01-15 09:38
Grazie della condivisione Caro Cristian,

..a questo, in ultima analisi, siamo chiamati quando da Cristiani diciamo che siamo "nel mondo ma non del mondo".
Hai perfettamente ragione ed il Tuo richiamo è prezioso .. Essere e non solo fare!

..basta poco a capire un persona nella sua profondità e anche io Ti sono grato per ciò che vorrai condividere .. Tieni conto che a me non interessa la valutazione "accademica" ma l'ascolto del Fratello che è la cosa che più ci arricchisce (penso inoltre che alludevi a questo quando come risposta che Ti attendi)

Pace e bene
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