Perché la gente non va in Parrocchia?

AddThis Social Bookmark Button

parrocchiaLa gente frequenta sempre meno le parrocchie, salvo qualche eccezione. Ciascuno di noi puo' constatarlo facilmente, non tanto alle messe domenicali, quanto invece durante la settimana, alle cosiddette messe feriali (quelle di ogni giorno). Se non fosse per quel gruppetto di vecchiette, a cui sporadicamente si aggiungono i parenti di defunti per cui si celebra la messa, il prete sarebbe spesso costretto a celebrare quasi da solo! Per non parlare delle attività formative. Qual e' la percentuale della popolazione che vive nel territorio parrocchiale e che frequenta incontri biblici o di altro tipo?

Per porre rimedio ad una tale situazione, spesso si ricorre agli espedienti piu' bizzarri, nell'intento di "attirare" persone - soprattutto giovani - alla parrocchia. Si organizzano allora feste, pub, con tanto di stands gastronomici, discoteche, spettacoli vari. Iniziative lodevoli, ma che spesso non fanno altro che aumentate la frustrazione del parroco, il quale vede che nonostante l'impegno, la gente che viene a messa o che frequenta gli incontri formativi e' sempre quella.

Non e' forse giunto il momento di chiedersi con franchezza cosa non va? Occorre anzitutto chiedersi quali siano gli elementi irrinunciabili di qualsiasi parrocchia, quei momenti senza i quali essa sarebbe una semplice associazione con fini sociali. Anzitutto uno: il RITO. Quella che noi chiamiamo "messa", altro non e' che il rito che piu' caratterizza la religione cattolica. Insieme ad essa, anche i sette sacramenti sono dei riti. Il rito e' un insieme di gesti e simboli la cui ripetizione da parte del sacerdote e dei credenti permette di sottrarre l'esistenza dal caos del nonsenso, per reinserirla nel progetto cosmico voluto da Dio per l'uomo e la donna all'inizio del tempo. Pensate che, i racconti della creazione - Genesi 1 - sono nati e sono stati tramandati in un contesto liturgico, proprio perche' il legame tra cosmo e rito e' inscindibile e caratterizzante anche le alte religioni mondiali.

Insomma, quando partecipi alla Messa hai la possibilità di dare alla tua esistenza un senso, una direzione. Per esempio, l'altare posto in una zona un po' più elevata rispetto al resto della chiesa, rappresenta - e' un simbolo - il monte di Dio e il centro del mondo. Partecipare a ciò che vi si celebra, significa recuperare ciò che più conta per noi, per raggiungere così il nostro "centro". L'acqua, il simbolo così abbondantemente presente sia nella Messa che negli altri sacramenti, rappresenta la possibilità di rinnovarsi e di rinascere, di lasciare una vita caotica per iniziare un'esistenza nuova. Ed e proprio di questo che la gente avverte il bisogno: non sentirsi soli, spezzare la spirale del nonsenso per recuperare la consapevolezza di far parte di qualcosa di grande e di nuovo.

Sostanzialmente, quindi, non sono molti gli "ingredienti" che servono per trasformare una parrocchia in un luogo di rigenerazione interiore. Basta che certi gesti - come la Messa - siano ripetuti sempre allo stesso modo, bene, lentamente e con solennità. Occorre abbandonare improvvisazioni, cambiamenti estemporanei, inutili intromissioni e distrazioni, per concentrarsi unicamente su ciò che da secoli si fa. L'altro elemento - insieme a Messa e Sacramenti - e' l'approfondimento e la meditazione della Bibbia, che contiene per milioni e milioni di persone in tutto il mondo le parole di Dio per l'uomo. Dovrebbe essere al centro di tutte le attività della parrocchia e dovrebbero essere istituite - come avviene tra i nostri cari fratelli protestanti - vere e proprie scuole bibliche, attive soprattutto d'estate. Perché?

Approfondire, meditare, far si' che le parole di Dio diventino le parole di ogni giorno nelle più diverse necessita' o situazioni esistenziali e' ciò che di più importante può essere offerto all'uomo dalla Chiesa e dai cristiani. Nel fluire caotico delle immagini e delle parole della società mediatica e consumistica, le parole eterne di Dio rappresentano quella costante fissa attorno alla quale recuperare la nostra identità di individui all'interno dei vari gruppi di appartenenza. Un invito, quindi, in questi mesi di ferie: siano dedicati a ripensare cosa possiamo fare, all'interno della parrocchie, per restituire a tutti un briciolo di a in più ... senza imbarcarsi in inutili e spesso dispendiose iniziative che rappresentano non il cosmo, ma quel mondo di cui la gente e' veramente stanca!

Commenti   

 
0 #12 gioianelcuore 2013-02-03 01:50
in che posto metto Dio nella mia vita? Egli è al centro della mia giornata? Sono un buon discepolo? Tante volte la luce della fede donataci nel Battesimo, la nascondiamo sotto un vaso invece di metterla nei candelabri perchè possa portare la luce della speranza che è Gesù a chiunque sta nel buio e nella tenebra..Portar e Gesù non neccessariement e con grandi discorsi
teologici perchè non tutti possono essere teologi ma tutti siamo chiamati ad essere catechisti coerenti in continua formazione e crescita esprimendoci con le parole dei semplici perchè il vangelo è semplice e,con la vita che trasformata dall'incontro con Gesù vivo e presente, diventiamo un cuore contemplativo attivo nella
carità! passiamo da "cristiano ma non pratico" a "cattolco praticante, credente e fervente"! :D

ecco cosa dice papa BenedettoXVI sulla nuova evangelizzazion e

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/c

faith/documents/rc_con_cfaith_doc_20071203_nota-

evangelizzazion e_it.html
Citazione
 
 
0 #11 gioianelcuore 2013-02-03 01:48
:-) buonasera, ho letto l'articolo, mi piace soprattutto: "..quando partecipi alla Messa hai la possibilità di dare alla tua esistenza un senso, una direzione..." mi è capitato di parlare con una fedele della chiesa evangelica che dice che noi cattolici siamo tutto apparanza e ipocrisia.Bè in parte penso proprio di non poterla biasimare,tante volte noi cattolici quando entriamo in chiesa sembriamo andare a fare
la "spesa", pensiamo a tutt'altro piuttosto che entrare nell'interiorit à del rito e se non ci riusciamo ci giustifichiamo dicendo che la fede è
solo un sentimento, qualcosa di personale, per pochi, ma è solo perchè presi dal rumore esteriore, dalla frenesia della vita che non riusciamo a fare silenzio e lasciarci riempire dalla presenza viva di Gesù che abbiamo grazie
alle mani consacrate dei suoi ministri e
soprattutto all'opera dello Spirito Santo..colgo l'occasione per dire a nicola :D ciò che diceva sempre il santo curato d'ars che viene menzionato
più volte, diceva che se si lascia una parrocchia senza il suo parroco, i fedeli arrivano ad adorare le bestie!e non ha torto! Abbiamo bisogno di Dio, della sua paternità, di vivere il suo
amore in Gesù Cristo, Nostro Signore, della sua pace e liberazione nei sacramenti, nel rito della santa messa e nella parola che Egli ci ha annunciato che non tutti leggono tutti i giorni
per arrivare ad assimilarci in Cristo come il santo curato d'ars ci è d'esempio...e comunque nel mio paese, anni fa, ci sono state delle iniziative
per i giovani, si è fatta una sorta di discoteca nell'oraotorio ed è stato un fallimento e meno male! si riparta dalla famiglia, piccola chiesa domestica ad essere esempio di testimonianza diretta e trasmettere veri valori.. tanto a chiederci perchè la gente non va
più in parrocchia, perchè non è importante il numero e il voler a tutti i costi avvicinare persone ma ognuno di noi si chieda in cuor suo:
Citazione
 
 
+2 #10 Nicola 2013-01-24 03:25
Personalemente, vivendo anche esperienze all'estero (dove sembrano dei teatri, spesso addirittura rivolte a Occidente in vece che Oriente), le chiese le chiuderei, tranne che per aprirle per la celebrazione, che ritengo essere il punto di contatto in comunione coi santi.
"Misericordia io voglio, non sacrifici".
E certo, concordo al 100% che bisognerebbe istituire corsi di vera teologia (fra l'altro sempre in progresso) su base regolare e continua.
Citazione
 
 
+2 #9 Ausonio 2013-01-23 23:01
ESORTAZIONE APOSTOLICA
POST-SINODALE
CHRISTIFIDELES LAICI
DI SUA SANTITA'
GIOVANNI PAOLO II
SU VOCAZIONE E MISSIONE DEI LAICI
NELLA CHIESA E NEL MONDO


Ai Vescovi
Ai sacerdoti e ai diaconi
Ai religiosi e alle religiose
A tutti i fedeli laici

INTRODUZIONE

1. I FEDELI LAICI (Christifideles laici), la cui « vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo a vent'anni dal Concilio Vaticano II » è stato l'argomento del Sinodo dei Vescovi del 1987, appartengono a quel Popolo di Dio che è raffigurato dagli operai della vigna, dei quali parla il Vangelo di Matteo: « Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna » (Mt 20, 1-2).
...
Andate anche voi. La chiamata non riguarda soltanto i Pastori, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, ma si estende a tutti: anche i fedeli laici sono personalmente chiamati dal Signore, dal quale ricevono una missione per la Chiesa e per il mondo. Lo ricorda S. Gregorio Magno che, predicando al popolo, così commenta la parabola degli operai della vigna: « Guardate al vostro modo di vivere, fratelli carissimi, e verificate se siete già operai del Signore. Ciascuno valuti quello che fa e consideri se lavora nella vigna del Signore »
Citazione
 
 
+1 #8 Ausonio 2013-01-23 22:46
Citazione luigi:
il Signore sta facendo nuove tutte le cose prepara un popolo ben disposto annunciamo la morte proclamiamo la resurrezione nell'attesa della sua venuta

Gesù figlio di Dio abbi pietà di me ... Signore misericordia perdonami ...
Citazione
 
 
+3 #7 luigi 2013-01-23 22:31
il Signore sta facendo nuove tutte le cose prepara un popolo ben disposto annunciamo la morte proclamiamo la resurrezione nell'attesa della sua venuta
Citazione
 
 
+1 #6 Ausonio 2013-01-23 22:14
un giorno ascoltavo una persona ammirevole e mi colpiva l'immagine con cui raffigurava la chiesa-parrocch ia: "uno stadio dove migliaia di spettatori guardano due decine di attori": diceva, con cognizione di causa, che, invece, nella chiesa dovremmo essere tutti attori per realizzare quell'auspicabi le unità nella diversità di ministeri e carismi che i sacri pastori con discernimento riconoscono e promuovono ... I sacri pastori, infatti, sanno benissimo quanto i laici contribuiscano al bene di tutta la Chiesa. Sanno di non essere stati istituiti da Cristo per assumersi da soli tutto il peso della missione salvifica della Chiesa verso il mondo, ma che il loro eccelso ufficio consiste nel comprendere la loro missione di pastori nei confronti dei fedeli e nel riconoscere i ministeri e i carismi propri a questi, in maniera tale che tutti concordemente cooperino, nella loro misura, al bene comune. Bisogna infatti che tutti « mediante la pratica di una carità sincera, cresciamo in ogni modo verso colui che è il capo, Cristo; da lui tutto il corpo, ben connesso e solidamente collegato, attraverso tutte le giunture di comunicazione, secondo l'attività proporzionata a ciascun membro, opera il suo accrescimento e si va edificando nella carità» (Ef 4,15-16). ... questa ammirabile persona diceva pure che non tutte le cose vanno bene in ogni tempo, nel senso che, oggi più che della figura di un curato che appunto 'curava' anime di persone che in qualche maniera avevano ricevuto l'iniziazione cristiana nella propria famiglia d'origine, c'è bisogno di preti e laici evangelizzatori , di fratelli cristiani ripieni di Spirito santo di persone fantasiose ... c'è bisogno di pazzi pronti a "morire" per trasmettere l'AMORE
Citazione
 
 
+5 #5 Domenico 2013-01-23 11:42
Carissimi,
avete tutti “ragione” e cercherò avvicinare le parti in dialogo. Simone ha perfettamente ragione non solo quando stigmatizza la scarsa attenzione per il Rito della Santa Messa ma, anche per la modalità con cui noi tutti dobbiamo parteciparvi (alla Messa non si assiste, nda). Un appunto, il suo, alla Sostanza e non tanto all’apparenza. Il richiamo poi alla formazione del Cattolico è perfettamente in linea con quanto ribadito da Benedetto XVI per quest’anno della Fede. Ed in linea con gli apposito corsi di Teologia per laici che tanto possono arricchire la nostra crescita (io ne seno un esempio!). Parliamo più della Sacra Scrittura e parliamo più di altri aspetti, solo apparentemente secondari, come il simbolismo religioso;
Amici, un simbolo è pericoloso perché può assumere tanti significati quanti uomini abitano la Terra.. Rimando come esempio il gravissimo danno fatto da Don Brown con “il Codice Da Vinci”. Ora noi dobbiamo comprendere il senso profondo attraverso cui esso ci interroga. Non lasciamo che nelle parrocchie si vedano solo volantini o locandine che annuncino “catechesi per adulti” che in realtà sono incontri del Cammino Neocatecumenale e toccano solo specifiche tematiche.
Con Matteo, anche io dico che è il Sacerdote a fare la parrocchia intendendo però con questo che “il Prete deve fare il Prete e non l’amministrator e di condominio”, essere Pastore! E quindi anche Giovanni ha piena ragione nell’indicarci l’importanza data dal Concilio Ecumenico Vaticano II sulla sinergia che noi laici dobbiamo apportare alla vita delle nostre Parrocchie .. direi, anche noi dobbiamo “sporcarci le mani” e non demandare, ognuno nel suo piccolo ambito. Su una cosa però, Caro Giovanni, permettimi una precisazione: come Cattolici siamo chiamati a fare Bene (bonum facere) e, non solo a fare del bene. Non si riduce tutto a semplice ”buonismo” ma proprio come hai detto Tu, a fare bene i Cattolici se ho inteso bene!
Un saluto a tutti
Citazione
 
 
+6 #4 rosellinadiluna 2013-01-23 11:41
Carissimo Simone, bellissimo e veritiero spunto di riflessione il tuo. Ebbene si, penso non esista nessuno a cui sia nascosta la reale situazione sopratutto nelle parrocchie...le motivazioni pero' ci sono, non sono certamente nascoste...per rispondere vorrei portare l'esempio del Santo Curato D'Ars; arrivo' in una Chiesetta ormai vuota, dove le persone erano ormai lontane dalla fede, dai sacramenti da tutto. Utilizzo' forse il santo curato d'Ars stratagemmi del mondo? No carissimi, il Santo Curato d'Ars spese il Suo tempo a pregare, a testimoniare con tutta la Sua vita, ad adorare il Santissimo sacramento, visse tra altare e confessionale, le sue prediche esortavano ammonivano accoglievano, non erano solo parole, ma le anime ne riconoscevano il frutto di quella testimonianza, il santo Curato d'Ars viveva cio' che voleva trasmettere e la verità attraversava i cuori. Fu' cosi' che quella Chiesetta si riempi', le anime iniziarono a riconciliarsi con Dio, a vivere i sacramenti, nel santo Curato poi (sempre presente anche per ore dentro il confessionale) trovavano la presenza viva del Pastore, che tiene alle sue pecorelle , ne ha cura, le ama...... prega.....
Citazione
 
 
+2 #3 Giovanni Capetta 2013-01-23 10:39
Se pensassimo tutto questo, non solo un Concilio Ecumenico, l'ultimo sarebbe stato vano, ma, ripeto se pensiamo che la parrocchia o la Chiesa la fa il prete, poi non lamentiamoci delle nostre gerarchie ecclesiastiche, sono quelle che ci meritiamo...
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna