La sete e l'angoscia

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acqua(Leggi il Vangelo di Giovanni cap. 4, vers. 1-29) Nuovo è colui che fa del dubbio il punto di appoggio per innalzarsi al di sopra del suo limite; cosa, questa, che posso fare in quanto conoscitore del Signore e della sua Parola di vita. L'uomo nuovo è colui che fa esperienza della Verità e la rende parte attiva della propria esistenza. Solo così e non in altro modo posso portare la Luce a chi ancora barcolla tra le nebbie delle proprie infondate sicurezze. Ma tante volte mi accorgo che dentro di me esiste un abisso insondabile, senza fondo; un baratro oscuro, tenebroso, ed incolmabile.

Ogni giorno della mia vita cerco di riempirlo, di saziarne la grande voracità, ma subito mi accorgo della sua profondità, e vado alla ricerca di cose nuove da gettarvi dentro. Tutto questo viene fatto dall'uomo in modo naturale, quasi inconsapevole, e nel momento in cui qualcuno riesce a focalizzarvi l'attenzione, viene preso da un'angoscia profonda, che come tenebra cade sulla sua anima.

Ecco che non riesce a dare senso a questo malessere interiore che prova, comincia a dare colpa alla vita, inizia a dire di essere un fallito: non ha il lavoro che gli piace, non ha la famiglia giusta per lui/lei, o la donna/uomo della sua vita, continuando all’infinito (tutte cose che ho sperimentato e che tante volte continuo a vivere nei momenti di sconforto e di aridità, del resto ognuno ha le sue croci). Il fatto è che attribuiamo sempre la colpa a qualcuno, vedendola come unica via per uscire da questo stato di morte interiore, senza considerare la cosa dal giusto punto di osservazione, ossia vedere il problema non più dal basso (umanità), ma dall’alto (divinità).

Cristo è venuto a liberarci da quest’angoscia, è venuto nel mondo per dirci che l’unico modo che abbiamo per colmare questo abisso è Lui. L’abisso non è altro che la mancanza, che la nostra anima ha di Dio, suo Creatore, sua fonte di Vita Eterna; strappo che Cristo Risorto è venuto a ricucire con il suo sacrificio di sangue. Anche io come la samaritana all’inizio non comprendevo le parole di Cristo, ed ancora oggi, quando il mio orecchio non è attento ed il mio cuore lontano, continuo a non comprendere.

Gesù mi mostra tutti i mariti (gli idoli), che nel corso della mia vita ho avuto e quelli che continuo ad avere, ma mi mostra anche l’acqua che zampilla dal suo cuore, l’unica che mi disseta senza provare ancora sete. Tante volte l’ho sperimentata quell’acqua e vorrei che il suo effetto dissetante non finisse mai, ma la colpa è solo mia, quando continuo a ricadere nell’errore di allontanarmi dalla Parola e dalla comunità.

Commenti   

 
+3 #1 Domenico 2013-02-01 10:40
Grazie Infinite carissimo Antonio,

..parole che terrò conservate nel Cuore!
Dio renda il nostro orecchio più attento alla sua voce nel vento tempestoso di questo mondo, come fu per Francesco di Assisi.
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