Elia e il mistero dell'Assunzione

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asssunzioneDal mio libro I grandi misteri irrisolti della Chiesa pp. 95-98. All’interno dei libri storici della Bibbia, troviamo anche delle parti in cui non si narrano le gesta dei re d’Israele, ma anche quelle dei più antichi profeti d’Israele. Forse, anche per questo motivo gli ebrei chiamavano nevi’im la parte della Bibbia che seguiva il Pentateuco Si narra di Natan, per esempio, il profeta che rimproverò Davide per l’omicidio di Uria marito di Betsabea di cui si era innamorato (Primo Samuele 12,1-14). Prima di lui Samuele fu giudice, ma anche profeta e consacrò i primi due re d’Israele, Saul e Davide. Ma ai fini della nostra indagine è giunto il momento di occuparmi di un altro e misterioso personaggio: Elia. In ebraico significa il mio dio è YHWH/Adonai.

Nel IX sec. a.C. – ai tempi di Acab re d’Israele – Elia iniziò la sua attività profetica diretta essenzialmente contro i culti idolatrici che erano ancora prepotentemente presenti in Israele, soprattutto dopo che il regno unito si era spaccato in due parti, alla morte di Salomone (leggi le storie di Elia ai capp. 17-22 del Primo libro dei Re e nel cap. 1 del Secondo libro dei Re). La vita di Elia termina con un episodio assai oscuro, per certi versi analogo alla vicenda di Enoch (cfr. Genesi cap. 5, vers. 24): Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due.

Elia salì nel turbine verso il cielo. Eliseo [n.d.a. suo discepolo e successore] guardava e gridava: Padre mio, padre mio, cocchio d'Israele e suo cocchiere. E non lo vide più (Secondo libro dei Re 2,11-12). Da allora in poi Elia diventò una figura leggendaria, che secondo alcuni profeti (cfr. Malachia 3,22-24) sarebbe tornato un giorno a visitare la terra. Effettivamente, Elia ricompare - insieme a Mose' - nove secoli dopo, a fianco di Gesù quando si trasfigura davanti agli apostoli (per es. Matteo 17,1-9). Secondo gli esegeti si tratta di uno squarcio improvviso su ciò che sarà di Gesù dopo la morte. Vi è poi un altro particolare di non minore rilevanza.

Il misterioso rapimento di Enoch spronò l’immaginazione degli ebrei che scrissero – nel corso dei secoli – un’opera dove si narravano i viaggi compiuti nelle regioni celesti. Il rapimento di Elia, invece, non suscitò lo stesso interesse, bensì solo l’aspettativa che – a differenza di Enoch – sarebbe un giorno tornato per compiere una particolare missione. La Bibbia dice inoltre che Enoch fu rapito da Dio (Genesi 5,24), mentre di Elia si dice che fu rapito in un turbine verso il cielo, probabilmente per mezzo del carro di fuoco che si era interposto tra lui ed Eliseo. Non si parla di Dio come agente del rapimento di Elia od almeno non lo si fa in modo esplicito.

Tutti questi particolari non fanno che infittire le nebbie che avvolgono il misterioso destino di Elia. Nebbie che però sembrano improvvisamente scomparire se si osa prendere in considerazione un’ipotesi sconvolgente appena accennata nel caso di Enoch: Elia rappresenterebbe un tipico caso di abduzione aliena, ossia di un rapimento da parte di un oggetto volante non meglio identificato e chiamato nella Bibbia carro di fuoco. Un’ipotesi che, per il momento, lascio in sospeso per dedicarmi al vero mistero racchiuso nella vicenda di Elia.

La misteriosa scomparsa di Elia ci permetterebbe infatti di capire il motivo per cui solo questo profeta e Gesù appaiono ufficialmente nel mondo umano, durante la trasfigurazione. In genere, gli esperti si limitano ad osservare che l’episodio di Elia è misterioso, oppure a confrontarlo con racconti simili al fine di coglierne il messaggio. Così anche nel caso della trasfigurazione. Difficilmente si pensa che si tratti di qualcosa che effettivamente accadde a Gesù, preferendo invece coglierne il senso all’interno del vangelo. A mio avviso, invece, sia nell’uno che nell’altro caso si tratterebbe di fenomeni reali, verificatisi magari non esattamente nella forma in cui furono descritti dagli autori biblici.

Tanto più che, nel caso della trasfigurazione, il fatto viene riportato da tutti e tre gli evangelisti, segno che difficilmente sarebbe stato inventato di sana pianta. Perché dunque Elia apparve accanto a Gesù nella trasfigurazione? Occorre trovare un missing link che permetta di coglierne il legame segreto e sotterraneo. Un legame che di solito viene trascurato, forse perché esso di permette di toccare il mistero che unisce brani biblici considerati piuttosto nella loro singolarità più che per la loro reciprocità. Otto secoli dopo così fu compreso quanto accadde ad Elia: Elia, difensore della Legge, fu assunto al cielo. (1 Maccabei 2,58) Il verbo greco fu assunto è anelenfte, lo stesso usato in alcuni brani del nuovo testamento per descrivere l’ascensione di Gesù al cielo (cfr. Marco 16,19; At 1,11).

Il verbo indica perciò qualcosa che sarebbe accaduto dopo la morte e che però non riguarda – almeno nella Bibbia – altri esseri umani al di fuori di Elia. Questo prezioso indizio ci permetterebbe di dire tra l’altro che Elia probabilmente morì, ma che misteriosamente fu assunto in cielo anche col corpo. Magari, come dirà Paolo di Tarso (cfr. 1 Corinzi 15), con un corpo profondamente diverso da quello che si aveva durante la vita, ma sempre e comunque con qualcosa che gli avrebbe permesso di entrare in contatto ed essere visto dagli uomini. Ma Elia fu l’unico essere umano ad essere assunto in cielo? Il missing link trascurato dai biblisti, permetterebbe infatti al mistero di Elia di vivere in uno dei grandi misteri della Chiesa: l’Assunzione di Maria al cielo.

Si tratta di un dogma formulato da Pio XII il primo novembre 1950: [ … ] l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo [ … ] Maria sarebbe allora l’unico essere umano – oltre Elia e forse Mosè – che può apparire nel mondo umano perché in qualche modo vive nel mondo di Dio anche col corpo? Il problema è che le apparizioni mariane sono fenomeni che non trovano alcun riscontro nella Bibbia … a meno che la donna vestita di sole (cfr. Apocalisse 12) non sia proprio la madre di Gesù. Ciò avrebbe delle conseguenze enormi per la mia indagine, che solo alla fine però potremmo opportunamente valutare.

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